martedì 18 giugno 2013

Giovani, belli e soprattutto inglesi

Con questo post inizio una nuova rubrica in collaborazione con Sandrina del mio cuore che  avrà cadenza un po' quando ci pare, in cui abbiamo intenzione di mettere a confronto di volta in volta due diversi bei manzi dello star system a condizione che siano rigorosamente britannici e voi potrete votare per l'uno o per l'altro! I due candidati che inaugureranno la rubrica sono stati scelti perché un po' di tempo fa in una camera d'albergo di Roma io e Laura abbiamo partecipato ad un accesso dibattito su una nodosa e delicata questione : chi è meglio tra Ed Westwick e Robert Pattinson? Questi sono i veri problemi, altro che la fame nel mondo! Sono sicura che come noi altre migliaia di persone si interrogano sulla questione, o forse no,  ma tanto a noi che importa? Quindi signore e signori all'angolo rosso abbiamo Ed Westwick aka Chuck Bass di Gossip Girl e all'angolo blu Robert Pattinson meglio conosciuto come Edward di Twilight. Dopo che verranno sottoposti ai nostri spietati giudizi solo uno ne uscirà vincitore, chi sarà?


    ED WESTWICK     


Classe 1987, Ed Westwick ha ancora uno svantaggio rispetto allo zannuto collega: se si pronuncia il suo nome al cospetto di gente inopinatamente disinformata su di lui, è piuttosto probabile che si riceva una risposta quale Edchiiii?
Infatti il suo ruolo più noto, e ancora iconico nonostante lo show che lo ospita, Gossip Girl, sia lentamente caduto in rovina, è quello di Chuck Bass. Anche chi non ha mai visto il teen drama CW, infatti, conosce il fittizio miliardario newyorchese. Come Pattinson, però, Westwick si dà da fare: è lui il segretario di Di Caprio in J.Edgar - ruolo minuscolo, ma Eastwood è Eastwood, sempre lui sarà Mercutio nel Romeo & Juliet che è stato girato (anche) in Italia, noi donne siamo sicure che saprà conquistarci anche con la parrucchina à la Marzullo che è stato costretto ad indossare.


PRO                                                                                              
E' talmente bello che quando lo guardi non presti più attenzione a ciò che dice, quindi anche nel caso in cui dovesse rivelarsi un deficiente non ve ne accorgereste. 
Ha un animo rock, faceva persino il cantante e insomma i musicisti sono sexy.
Sprigiona self-confidence da tutti i pori e per me la sicurezza in se stessi è importante.
Quando vuole ha un modo di vestirsi alla Pete Doherty davvero niente male.
Non fatevi ingannare dall'arroganza del personaggio che l'ha reso celebre, lui è un tenero fiore.
L'ho già detto che è sexy?
Plus, anche se ho sempre sperato che si mettesse con la collega Leighton Meester, è in realtà single.

CONTRO
Fuma.
Da vero inglese beve un po' troppo.
E' un po' tamarro inside, quindi a volte può uscirsene con degli outfits che farebbero impallidire chiunque.
Se non vi piacciono i tatuaggi potrebbe essere un problema
In più, ha il tremendo vizio di portare  anelli-patacche al mignolo.

ROBERT PATTINSON



Ciuffo simil-ramato dotato di vita propria, colorito un po' pallido e quindi molto British, l'aria da bohemien con stile che ben si sposa sia coi completi Dior sia con le tenute da accattone che hanno le star quando credono di non essere fotografate, Robert Pattinson ha una filmografia piuttosto ricca per uno che prima di Twilight non era quasi nessuno. Il suo primo ruolo da ribalta planetaria è stato quello di Cedric Diggory nel quarto film di Harry Potter, ma è stato solo col vampiro sbriluccicante di Twilight, film del 2008 tratta dal primo libro della saga di succhiasangue romantici più venduta di sempre, che l'attore londinese è diventato una star, anzi un brand, al punto che ne è stata scritta una biografia quando lui aveva qualcosa come venticinque anni (e qualcuno l'ha persino letta).
Dopo essere stato il vampiro e poi il cornuto più famoso del pianeta, oggi Pattinson sta cercando di rifarsi una verginità, cinematografica naturalmente, con film seri (va bene, escludiamo Bel-Ami e pure Acqua agli Elefanti, ma Cosmopolis era serio secondo quelli che l'hanno capito) e probabilmente sta anche pregando che Max Irons lo soppianti nel cuore di svariati milioni di teen agers sparse per il globo. Ce la farà? Ai posteri l'ardua sentenza.

PRO
Sembra umile e con i piedi per terra
Anche lui come il suo rivale è un musicista e ripeto questo è sempre un punto in più per quel che mi riguarda
Ama gli animali e i bambini e si dà anche alla beneficenza
Ha un'animo sensibile e dei sani valori
E' un po' un antidivo, non se la tira affatto, cosa non da poco nel mondo dello star system
Cosa scontata, ma non per questo da non inserire : è un gran  bel manzo

CONTRO
E' un po' troppo timido
E' sempre preso nel tira e molla con la fidanzata storica Kristen Stewart
E' un insicuro
E' praticamente irraggiungibile
A volte fa delle battute che capisce solo lui




Chi preferite dei due? Votate pure!
Ps: Se avete proposte per il prossimo scontro sono ben accette :)

venerdì 7 giugno 2013

Bari: Croce veste Prada, e i libri?

Circa un anno fa in via Sparano, a Bari, sono iniziati dei lavori presso la libreria Laterza.
O meglio, presso la fu libreria Laterza. Perché suddetti lavori servivano a  piazzare in via Sparano un negozio Prada, con ciò dimezzando lo spazio dello storico punto vendita dell'editrice barese, il cui ingresso viene ora relegato a una porticina in via Dante.
Nel corso dei lavori, la libreria ha deciso (forse per pubblicità inversa, tanto La Feltrinelli è poco più in là) di esporre una foto antica, in bianco e nero, di quello stesso angolo e quello stesso negozio, ma in tempi in cui i libri si vendevano e a qualcuno importava financo di venderli in pieno centro, poco oltre Gucci e Vuitton, con una vetrina sconfinata e zeppa di titoli e una bella insegna bianca e rossa.
Altri tempi, appunto. Poco importa, poi, che ora la targa in memoria di Benedetto Croce, vale a dire questa qui:

campeggi ora sopra una vetrina destinata a scarpe, borsette e affini, mentre per comprare un libro bisognerà infilarsi tra una vetrina glamour e la pizzeria con la mozzarella di bufala.
Va detto che Laterza l'ha presa sportivamente. Un più appropriato "Smammiamo" è stato reso con un commosso "Torniamo in via Dante":
Mentre alla stampa s'è spiegato: "La domanda giusta non è perché 'abbandoniamo' via Sparano. Sarebbe, invece, un'altra: come mai la libreria resta ancora aperta? Visto che i dati dell'Istat relativi al commercio dei volumi, sono impietosi". Capito? Ringraziate che la libreria resti aperta tanto per cominciare, ché c'è la crisi, l'Italia non legge, si scrivono più libri di quanti se ne comprino, signora mia, si fa quel che si può. Ma Laterza deve giustificarsi, ci mancherebbe.
 La cosa bizzarra è la maniera in cui di tutto ciò parlano i giornali.
"Un progetto ambizioso", magnifica Repubblica "Il quartier generale della famosa casa di moda italiana sarà tirato su a via Sparano, tra le strade Principe Amedeo e Dante Alighieri". E la libreria, che è lì dal 1963 e s'era rifatta il trucco da appena sette anni? "La storica sede", presegue il quotidiano di Ezio Mauro, "tuttora legata alla figura di Benedetto Croce e completamente riveduta e corretta nel 2006 [...] continuerà a vivere. L’ingresso sarà quello di via Dante Alighieri".
Insomma, Croce e i libri, per dirla in francese, s'attaccano.

Slegata dalla vicenda, ma forse nemmeno tanto, è un fatto di cronaca di un mesetto fa. Ero da Feltrinelli (che esisterà finché non arriva un Armani?) a piangere miseria con un'amica perché non avevo abbastanza soldi per due libri, e dovevo quindi sacrificarne uno. Quando sono uscita ho visto sciamare un manipolo di gente attorno a un cassonetto della spazzatura. Perché? Perché qualcuno ci aveva gettato quintali di libri. Da Machiavelli a Sciascia, da volumi numerati sulla Seconda Guerra Mondiale a sottili monografie su artisti del Rinascimento a Selezioni dal Reader's Digest a romanzi di poco conto.
Lo spettacolo, per intenderci, era il seguente:

Increduli cassieri della Feltrinelli hanno fotografato lo scempio per segnalarlo ai giornali, che hanno poi riportato il severo monito del comune. Pare che i libri gettati appartenessero ad un signore ora defunto.
In uno di quelli che ho portato via c'era una dedica datata 1985. Per un po' ho pensato di provare a rintracciare la signora, come nei film: le sue righe erano commoventi, considerata la miserabile fine che ha fatto il suo regalo.
Ma forse è meglio non fargliela conoscere.

P.S. Se scrivessi una conclusione per questo post sembrerei un incrocio tra Michele Serra e Corrado Augias, solo meno letterato. Confido, quindi, che parli da sè.

P.P.S. No, il cassonetto non era per la carta.